Marzo 2025: OSgrid scopre che tutti i file IAR sono corrotti. Sono quelli con cui i residenti avevano appena messo in salvo i loro inventari, in vista del reset annunciato a febbraio. Diciannove mesi dopo, secondo il consiglio direttivo, un IAR è anche l’arma che chiude la griglia.
Il comunicato è stato pubblicato il 12 ottobre 2026 sul sito di OSgrid. Secondo il testo, qualcuno ha sfruttato l’apertura del codice per lanciare un processo IAR che ha riempito l’archivio di dati casuali e impossibili da deduplicare. In meno di un anno l’asset server è passato da 5 a 17 terabyte, per l’80 per cento spazzatura. La tabella degli oggetti di inventario è salita da 3 a 139 gigabyte, e le copie di sicurezza, che richiedevano dieci minuti, ne chiedono dodici ore. La squadra passava undici ore al giorno a bloccare e ripulire. A mezzanotte del 31 dicembre si spegne tutto: 153.000 utenti registrati, diciannove anni.
Sono cifre del consiglio e non ho trovato conferme indipendenti. Le prendo per buone, perché il meccanismo regge: un IAR scrive nell’archivio centrale, e un archivio centrale con registrazione aperta accetta ciò che gli arriva. Il comunicato non nomina i guai precedenti.
La ferita era più vecchia. Nel 2014 e nel 2015 la griglia restò ferma per mesi e perse asset. Il 7 novembre 2024 si fermò di nuovo, perché il gruppo di server che archiviava gli asset aveva finito lo spazio: diciassette anni di dati, centinaia di milioni di asset. A febbraio 2025 arrivò l’annuncio del reset degli inventari, con l’archivio già definito un peso critico e quattro mesi di riparazioni arrivate al venti per cento. A marzo gli IAR corrotti e la chiusura a tempo indeterminato, a metà aprile la riapertura. A giugno 2026 più di due settimane di fermo per un limite sulla dimensione dei metadati nell’archiviazione degli asset. L’attacco descritto dal consiglio parte dopo la riapertura e si incastra in questa linea senza smentirla: ha trovato un corpo già provato. La versione che tiene insieme le due cose è meno pulita di volontari contro malintenzionati, e secondo me più utile.
Nel 2008 ho mandato qualche patch a OpenSim, su Mantis. Una sistemava un campo dell’asset server che nessuno riempiva mai e faceva funzionare la scheda degli oggetti recenti nell’inventario; le altre, ad agosto, riguardavano le funzioni LSL dei motori di script. Le applicarono Charles Krinke e Melanie Thielker, e nel registro il mio nome compare solo nei messaggi di commit, sotto forma di ringraziamento: come autore c’è chi ha applicato la patch. Il 15 ottobre il mio nome entrò in CONTRIBUTORS.txt, sei giorni dopo un aggiornamento dell’elenco che raccoglieva parecchie persone degli ultimi mesi. Poi smisi di contribuire in pubblico. Mi sembrava una combriccola di amici chiusa all’esterno.
Rileggo i registri diciotto anni dopo: i fatti sono quelli, il segno cambia. Cinque commit mi ringraziano, applicati in poco più di sei settimane, uno solo in parte, con la richiesta di rielaborare il resto; l’elenco dei contributori fu aggiornato qualche mese dopo, ma fu aggiornato. La porta aveva qualcuno dietro che decideva chi passava, e per le patch la decisione costava poco, immagino, perché ne arrivavano poche.
Come la leggo io, quello che nel 2008 mi sembrava un difetto di OpenSim, un filtro umano all’ingresso, a OSgrid mancava all’ingresso dell’archivio. Per il consiglio l’unico argine possibile era chiudere l’infrastruttura e farne un servizio commerciale, e nessuno della squadra tecnica vuole gestire un giardino recintato. Capisco. Ma l’ultimo anno di OSgrid è stato un mestiere da portinaio: undici ore al giorno, senza stipendio, a sorvegliare chi entra e che cosa porta in cantina. In un condominio nessuno scambia il portinaio per un muro.
Il confronto zoppica, e lo so: rivedere cinque patch non è sorvegliare 153.000 utenti, e il costo di un filtro cresce con il numero di chi scrive. Forse è per questo che i volontari hanno ceduto. Non so se una terza via esistesse: quote per utente, limiti al caricamento degli IAR, una pulizia mirata dei dati di chi ha attaccato. Il comunicato non le discute, e io leggo solo il comunicato. Quote per utente servono a poco se registrarsi non costa niente: chi attacca ne apre mille, e il filtro torna all’ingresso.
Nel 2025 l’IAR era la scialuppa, e perdeva. Nel 2026, per il consiglio, è l’arma. Domenica 18 c’è l’ultima assemblea a Hurliman Plaza; chi ha ancora un inventario lì dentro ha tempo fino a mezzanotte del 31 dicembre per scoprire se, stavolta, l’IAR regge.
Riferimenti
- OSgrid, The End of The Road, 12 ottobre 2026. Comunicato del consiglio: cifre, causa dichiarata, data di chiusura. osgrid.online
- Hypergrid Business, OSgrid enters immediate long-term maintenance, 5 marzo 2025. IAR corrotti, usati dai residenti come copia di sicurezza; chiusura a tempo indeterminato. hypergridbusiness.com
- Hypergrid Business, OSgrid wiping its database on March 21 — you have five weeks to save your stuff, febbraio 2025. Reset degli inventari, archivio definito un peso critico, fermi del 2014-2015; nel testo l’anno è scritto 2024 per refuso. hypergridbusiness.com
- Hypergrid Business, OpenSim user growth cools down with chilly weather, 15 novembre 2024. Griglia ferma dal 7 novembre per spazio esaurito; diciassette anni di dati. hypergridbusiness.com
- Hypergrid Business, OSgrid back online after extended maintenance, 16 aprile 2025. Riapertura. hypergridbusiness.com
- Hypergrid Business, OSgrid enters third week of downtime, 15 giugno 2026. Fermo per limiti sui metadati degli asset. hypergridbusiness.com
- Repository OpenSimulator, commit del 2008. Patch su asset server e inventario (13 luglio); funzioni LSL (23, 24, 25, 28 agosto); elenco contributori (9 e 15 ottobre).