Il 5 aprile 2026, il video ufficiale di Nvidia che presentava DLSS 5 — 2,3 milioni di visualizzazioni, pubblicato tre settimane prima — è scomparso da YouTube. Il messaggio: “Questo video contiene contenuti di La7, che lo ha bloccato per motivi di copyright”. Nvidia si è vista sequestrare il proprio materiale da un’emittente televisiva italiana che lo aveva semplicemente mandato in onda in un notiziario.
Il meccanismo è banale e per questo terrificante. La7 carica i propri contenuti su YouTube. Il sistema Content ID di Google — un’impronta digitale automatizzata che confronta ogni video con un database di materiali “protetti” — riconosce i fotogrammi del trailer Nvidia dentro il caricamento di La7 e li registra come proprietà dell’emittente. Da quel momento, chiunque abbia quei fotogrammi nei propri video diventa un contraffattore: creator che avevano commentato il trailer settimane prima, testate che lo avevano analizzato fotogramma per fotogramma, e infine Nvidia stessa. L’algoritmo non ha verificato le date. Non ha controllato chi avesse pubblicato per primo. Ha applicato una regola senza capirla.
Un creator, Destin Legarie, ha scritto a YouTube: il mio video è del 16 marzo, La7 ha usato il materiale il 4 aprile, e il sistema ha dato ragione a loro. Come può un algoritmo non guardare le date? La risposta è che non è progettato per farlo. Content ID cerca corrispondenze, non paternità. È un notaio cieco che timbra qualunque atto gli venga messo davanti.
La cosa si fa più interessante quando si guarda cosa stava proteggendo. DLSS 5 era già al centro di una polemica furiosa: la tecnologia di rendering AI di Nvidia alterava i volti dei personaggi nei videogiochi trasformandoli in maschere cerose — la comunità li aveva ribattezzati “AI slop”, spazzatura generativa. Jensen Huang aveva risposto alle critiche con un perentorio “sono completamente in errore”. E adesso lo stesso trailer contestato veniva censurato non per il suo contenuto discutibile, ma perché un canale televisivo italiano lo aveva passato in un notiziario. Un contenuto che molti consideravano già un esempio di appropriazione algoritmica della realtà visiva veniva a sua volta appropriato da un altro algoritmo. Ironia su ironia, fino a perdere il conto.
Ma il caso La7-Nvidia è solo l’ultimo cortocircuito di un sistema che ha problemi strutturali, non accidentali. Content ID parte da un presupposto: chi carica per primo ha ragione. O meglio, chi ha uno status riconosciuto dalla piattaforma — un’emittente televisiva, una major discografica, uno studio cinematografico — ha ragione per default. Un creator indipendente che pubblica un video originale il 16 marzo perde contro un canale televisivo che lo copia il 4 aprile. Non perché il sistema sia stato corrotto. Perché funziona esattamente come è stato progettato.
Qui si apre una questione più larga, e non è tecnica. È politica.
Il copyright è un concetto che finge di essere universale ma cambia forma a seconda di chi lo impugna e di dove ci si trova. Prendiamo Mickey Mouse. Nel gennaio 2024, Steamboat Willie — il corto del 1928, prima apparizione del topo — è entrato nel pubblico dominio negli Stati Uniti. Dopo 95 anni, chiunque poteva usare quel Mickey in bianco e nero con le orecchie piccole e senza guanti. Ma Disney non ha perso nulla di sostanziale: le versioni successive del personaggio restano protette dal copyright, e il nome “Mickey Mouse” è un marchio registrato — che a differenza del copyright non scade mai, finché lo rinnovi. La legge del 1998 che aveva esteso i termini del copyright americano fino a 95 anni è nota come “Mickey Mouse Protection Act”. Il nome dice tutto: una legge scritta per proteggere un topo di proprietà di una multinazionale. E l’ironia di fondo è che lo stesso impero Disney è costruito interamente su opere di pubblico dominio — Biancaneve, Cenerentola, la Bella Addormentata, il Libro della Giungla — che Walt Disney ha preso, rielaborato e poi blindato.
Il caso di Tintin è ancora più istruttivo. Dal primo gennaio 2025, le prime avventure del reporter belga — quelle pubblicate nel 1929, Tintin nel paese dei Soviet — sono entrate nel pubblico dominio negli Stati Uniti. Ma in Europa restano protette fino al 2054, perché il copyright europeo dura 70 anni dopo la morte dell’autore, e Hergé è morto nel 1983. Lo stesso personaggio, nello stesso momento, è libero a New York e prigioniero a Bruxelles. E Tintinimaginatio, la società che gestisce i diritti dell’estate Hergé, ha mandato diffide persino al Centro per lo Studio del Pubblico Dominio della Duke University, contestando la loro analisi giuridica. La risposta della professoressa Jennifer Jenkins è stata netta: se ci portaste in tribunale negli Stati Uniti, perdereste.
Ma quanti possono permettersi di andare in tribunale contro un’estate che ha avvocati a tempo pieno? Ecco il punto: il copyright non protegge equamente. Protegge chi ha le risorse per farlo valere. Disney può perseguitare un asilo in Florida che ha dipinto Minnie su un muro. Un creator indipendente che si vede oscurare un video da Content ID deve compilare un modulo di contronotifica e sperare che qualcuno lo legga.
Ho lavorato con codice open source per anni. Ventotto repository su GitHub, licenze MIT e GPL, codice che chiunque può prendere, modificare, ridistribuire. L’unico vincolo è l’attribuzione: di’ da dove viene. Non è un sacrificio — è una forma di onestà intellettuale che funziona. Il modello Creative Commons ha dimostrato che si può costruire un ecosistema produttivo senza il ricatto dell’oscuramento. L’attribuzione protegge la paternità. Il blocco protegge il fatturato. Sono due cose diverse, e il copyright le confonde sistematicamente.
Boh. Forse sono ingenuo. L’open source funziona perché chi lo usa tende a condividere un’etica — o almeno un interesse pragmatico — nella reciprocità. Il copyright esiste perché il mondo è pieno di attori che non condividono niente se non costretti. Ma quando il sistema di costrizione è un algoritmo che non distingue il creatore dal copista, che punisce Nvidia per il video di Nvidia, che dà ragione a La7 perché La7 è un’emittente riconosciuta — allora non siamo più nel territorio della protezione. Siamo nel territorio della burocrazia automatizzata che ha sostituito il giudizio con la corrispondenza di pattern.
Il trailer DLSS 5 verrà ripristinato. Nvidia ha i canali diretti con Google, gli avvocati, il peso contrattuale. I creator più piccoli che sono stati colpiti dallo stesso blocco — quelli che avevano fatto video di commento, reazione, analisi — dovranno aspettare di più, compilare moduli, sperare. Alcuni forse non recupereranno mai le visualizzazioni perse. Ma il sistema non verrà cambiato, perché funziona esattamente come deve: protegge chi è già grande e schiaccia chi è piccolo, automaticamente, senza nemmeno il fastidio di una decisione umana.
Steamboat Willie è libero ma Mickey è ancora di Disney. Tintin è libero a New York e prigioniero a Bruxelles. Il video di Nvidia è di Nvidia ma appartiene a La7. Il copyright, nel 2026, è un concetto che si deforma a seconda di chi lo impugna — e Content ID è lo strumento perfetto per questa deformazione, perché non ha bisogno di capire. Applica.
Riferimenti
[1] News9live, La7 uses NVIDIA footage and files copyright claims, 06/04/2026. Ricostruzione cronologica dell’incidente con tweet dei creator colpiti.
URL: https://www.news9live.com/technology/tech-news/la7-copyright-claim-nvidia-dlss5-youtube-video-blocked-2952505
[2] Multiplayer.it, Il video di NVIDIA su DLSS 5 è stato rimosso da YouTube a causa di La7, 06/04/2026. Analisi del meccanismo Content ID e ipotesi sulla priorità data ai canali broadcast.
URL: https://multiplayer.it/notizie/il-video-di-nvidia-su-dlss-5-e-stato-rimosso-da-youtube-a-causa-di-la7-un-caso-assurdo.html
[3] Duke University School of Law, Mickey, Disney, and the Public Domain: a 95-year Love Triangle. Analisi giuridica della scadenza copyright Steamboat Willie e dei limiti del pubblico dominio.
URL: https://web.law.duke.edu/cspd/mickey/
[4] Belga News Agency, Beloved comic character Tintin enters US public domain with certain limitations, 02/01/2025. Differenze tra scadenza copyright USA (95 anni) e EU (vita+70 anni, quindi 2054).
URL: https://www.belganewsagency.eu/beloved-comic-character-tintin-enters-us-public-domain-with-certain-limitations
[5] Copyright Lately, Their Copyrights Expired. The Legal Threats Keep Coming, 02/02/2025. Le diffide di Tintinimaginatio a Duke University e il pattern delle estate che intimidiscono.
URL: https://copyrightlately.com/public-domain-copyright-threats/

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