Come un sito porno ha finanziato il più grande esperimento di epistemologia digitale della storia
Nota: Questo articolo prende spunto dal video “Wikipedia” di Max Corona (Storie di Brand) per sviluppare un’analisi approfondita con fonti primarie, ricerche accademiche e una prospettiva personale sulle architetture della conoscenza digitale.
A dieci anni avevo un progetto che mi sembrava geniale: l’Enciclopedia Libera, scritta dai bambini per i bambini. L’idea era semplice – i grandi scrivevano enciclopedie incomprensibili, piene di paroloni, mentre noi volevamo sapere cose concrete: come funziona davvero un motore? Perché i dinosauri si sono estinti? Chi ha inventato il gelato? Avevo perfino disegnato il logo, una bilancia (Libera, appunto) per rappresentare l’equilibrio tra semplicità e precisione.
Non sapevo che a migliaia di chilometri di distanza, in quel preciso momento, stava nascendo Wikipedia – che era esattamente la mia idea, solo fatta meglio, da adulti, e senza il logo con la bilancia. Il principio era identico: chiunque può contribuire, la conoscenza non ha padroni, la collaborazione batte l’autorità certificata.
Ma c’è un dettaglio della nascita di Wikipedia che rende la storia ancora più surreale di qualsiasi fantasia infantile: il progetto che avrebbe democratizzato l’accesso alla conoscenza umana è stato finanziato da un sito porno.
Il Pornbroker e l’Enciclopedia
Jimmy Wales, ex trader di Chicago diventato imprenditore del web, aveva bisogno di soldi per finanziare la sua vera ossessione: ricreare in forma digitale quella World Encyclopedia che da bambino annotava con post-it colorati [1]. Il problema? L’unica cosa che funzionava economicamente nel suo portfolio era Bomis.com – “Bitter Old Men in Suits”, un sito di “contenuti per adulti” [1,2].
La traiettoria di Wales è perfetta nella sua assurdità: da trader spietato della Chicago Options Associates – uno che manipolava derivati finanziari a 20 anni – a gestore di un portale per “vecchi uomini arrabbiati in giacca e cravatta” che cercavano foto di donne in bikini. Non esattamente il curriculum che ti aspetteresti dal futuro filantropo della conoscenza libera [1].
Ma Wales capisce qualcosa di fondamentale sul web degli anni ’90. Internet rende accessibile ciò che prima era socialmente imbarazzante: comprare Playboy in edicola sotto gli occhi di tutti vs scaricare foto da casa propria. È la stessa dinamica che farà esplodere Amazon (comprare libri senza che il libraio ti guardi storto) o le app di incontri (conoscere gente senza sembrare disperati).
Bomis offriva un modello freemium ante litteram: foto in bikini gratis per attirare traffico, contenuti espliciti dietro abbonamento per monetizzare [1,2]. Wales noleggia perfino uno yacht, organizza un servizio fotografico con modelle, e costruisce un business che funziona. Le visite esplodono. Gli inserzionisti arrivano. I soldi cominciano finalmente a entrare.
Ed è qui – mentre i server di Bomis macinano banda servendo foto di ragazze in costume da bagno a “bitter old men” – che Wales usa quei profitti per finanziare un’enciclopedia gratuita e collaborativa. L’ironia è talmente perfetta che sembra scritta da un copione.
Ma c’è un problema esistenziale che Wales non riesce a scrollarsi di dosso. Da trader spietato a magnate del soft-porn – è questo il suo destino? Dove è finito quel bambino timido che passava i pomeriggi a catalogare il sapere con post-it colorati? [1]
Non è l’altruismo che lo spinge a investire ossessivamente in Nupedia prima e Wikipedia poi. È il puro disagio esistenziale di non riconoscersi più. I soldi di Bomis diventano la benzina per un progetto di redenzione personale – che casualmente diventerà uno dei più riusciti esperimenti di governance distribuita della conoscenza mai tentati.
La metafora è perfetta: i commons digitali nascono spesso da fonti “impure”, per poi affrancarsene e diventare infrastrutture pubbliche essenziali. Wikipedia si libererà presto di Bomis (che chiuderà nel 2004), ma la genesi rimane: un sito porno ha finanziato l’enciclopedia libera [1,2].
Il Conflitto Fondativo: Due Visioni Inconciliabili
Quando Larry Sanger, filosofo appena uscito dal dottorato, risponde all’annuncio di Wales nel gennaio 2000, i due condividono l’ambizione ma non la visione [3]. Nupedia – il loro primo tentativo – è concepita come un’enciclopedia online autorevole: professori universitari, processo di revisione articolato su otto passaggi (dall’incarico iniziale all’approvazione finale del comitato), standard accademici rigorosi [1,2,3]. L’obiettivo è vincere la diffidenza verso il web con fonti certificate.
Il risultato? Nei primi sei mesi: 2 articoli pubblicati [4]. A fine 2001, Nupedia aveva pubblicato appena 25 articoli approvati [5], pur avendo oltre 150 bozze in lavorazione. La lentezza era paralizzante, il progetto insostenibile [4].
Poi Wales incontra WikiWikiWeb – creato da Ward Cunningham come sito dove chiunque può editare le pagine in tempo reale [6,7] – e tutto si chiude cerchio: l’enciclopedia dell’infanzia (aggiornabile tramite revisioni postali), i MUD (videogiochi testuali multiplayer dove la narrazione emerge dalla collaborazione), Internet come piattaforma di coordinamento distribuito.
La soluzione è radicale: eliminare i gatekeeper. Niente comitati, niente peer review formale, niente esperti certificati. Chiunque può contribuire.
Sanger è categoricamente contrario [6]. Un’enciclopedia deve essere affidabile e autorevole. Lasciare a chiunque la libertà di scrivere produce caos, non conoscenza. Il comitato scientifico gli dà ragione, costringendo Wales a creare un progetto parallelo per non contaminare l’immagine di Nupedia [6].
Il 15 gennaio 2001 nasce Wikipedia [4,6]. La data segna l’inizio di uno scontro non solo tra due persone, ma tra due concezioni opposte della produzione di conoscenza:
Modello Sanger: La verità emerge dalla selezione degli esperti. L’affidabilità richiede controllo ex-ante. L’autorevolezza è questione di credenziali.
Modello Wales: La verità emerge dal confronto aperto. L’affidabilità si costruisce tramite trasparenza e correzione continua. L’autorevolezza è questione di processo verificabile.
A fine 2001, il verdetto è impietoso: Nupedia copre circa 25 voci [5]. Wikipedia ne conta oltre 20.000 [4,8].
Sanger lascerà il progetto nel 2002, amaro e disilluso. Negli anni seguenti diventerà apertamente critico di Wikipedia, descrivendo il progetto come “rotto oltre ogni possibilità di riparazione” e fondando Citizendium, un’enciclopedia con standard più rigidi [7]. La storia gli darà torto.
L’Architettura della Fiducia: Come Funziona Davvero
Il successo di Wikipedia non è frutto di anarchia. È il risultato di un’architettura di fiducia radicalmente nuova, costruita su principi che sembrano contraddittori ma si rafforzano a vicenda [9]:
1. Apertura Totale + Tracciabilità Completa
Chiunque può modificare qualsiasi pagina, ma ogni modifica è registrata: cosa è cambiato, quando, chi l’ha fatto [9]. Questa trasparenza assoluta crea un sistema di accountability senza authority centrale. Non serve un editor capo che approva le modifiche: la community può vedere tutto e intervenire immediatamente.
La velocità di correzione è sorprendente. Studi documentano che su pagine molto trafficate, un vandalismo può essere corretto in meno di 3 minuti in media [10,11]. Una ricerca IBM del 2003 ha rilevato tempi mediani di 2,8 minuti per vandalismi di massa, mentre uno studio del 2009 ha trovato un tempo mediano di 4 minuti [10,11]. Non perché ci siano moderatori pagati a tempo pieno, ma perché migliaia di volontari monitorano le modifiche in tempo reale, spinti da puro impegno civico verso il progetto [12].
2. Pochi Principi, Molte Regole Emergenti
Wikipedia si regge su quattro pilastri fondamentali [9]:
- Neutralità del punto di vista: Presentare tutte le posizioni significative senza schierarsi
- Verificabilità: Ogni affermazione importante deve avere una fonte esterna autorevole
- Niente ricerca originale: Wikipedia riassume ciò che è già pubblicato, non scopre
- Consenso: Le dispute si risolvono tramite discussione nella community
Da questi principi derivano migliaia di regole specifiche, policy dettagliate, linee guida per casi particolari [9]. Non sono state calate dall’alto: sono emerse dal confronto continuo su come applicare i principi fondamentali a situazioni concrete.
3. Gerarchia Leggera, Potere Distribuito
Esistono ruoli speciali – gli amministratori hanno poteri tecnici (bloccare vandali, proteggere pagine) – ma sono eletti e sorvegliati dalla community [9,12]. Non decidono cosa è vero: garantiscono che il processo funzioni. La distinzione è cruciale.
Il vero filtro non è un comitato editoriale. È la pressione costante della community che agisce come sistema immunitario: identifica le minacce (vandalismi, bias, fonti deboli) e le neutralizza attraverso discussioni, revert, richieste di fonti, protezioni temporanee [12].
Il Paradosso dell’Utilità Invisibile
Venticinque anni dopo, Wikipedia ha vinto. È diventata la principale fonte di informazioni dell’umanità: circa 60 milioni di articoli in oltre 300 lingue [13,14], più di 11 miliardi di visualizzazioni mensili nel 2024 [15]. Ha reso la conoscenza “facilmente consultabile e accessibile a tutti in qualsiasi parte del mondo”, esattamente come Wales sognava.
Ma proprio questo successo la rende vulnerabile a una minaccia inedita: l’estrazione di valore da parte dei Large Language Model.
ChatGPT, Gemini, Claude – tutti si nutrono massicciamente di contenuti Wikipedia. Gli LLM sono addestrati su dump completi dell’enciclopedia e continuano a consultarla come fonte primaria per grounding fattuale. Wikipedia è infrastruttura critica per l’AI generativa.
Il problema: quando chiedi a ChatGPT “chi ha vinto le elezioni italiane del 2022?”, la risposta proviene da Wikipedia ma tu non visiti mai il sito. L’utilità di Wikipedia cresce, la sua visibilità cala.
Questo crea una spirale potenzialmente letale:
- Meno traffico diretto → meno utenti vedono i banner di donazione
- Meno donazioni → meno capacità di mantenere l’infrastruttura
- Meno persone coinvolte → meno contributori attivi che aggiornano le voci
- Contenuti meno aggiornati → minore utilità come fonte per LLM
- Ritorno al punto 1
È un classico problema di free-riding sui commons digitali. Gli LLM catturano il valore economico (abbonamenti, API a pagamento, capitalizzazione di mercato miliardaria) mentre Wikipedia, che produce il valore primario, dipende da donazioni volontarie che nel 2024 hanno raggiunto circa 168-185 milioni di dollari annui [16,17].
La differenza con i casi classici di estrazione di valore dal web (Google vs editori, Facebook vs creator) è che Wikipedia non vuole monetizzare. Non ha pubblicità, non vende dati, non fa paywall [17]. È un’organizzazione non profit per scelta ideologica. Ma questa purezza etica la rende fragile di fronte ad attori che non condividono i suoi principi.
Tre Modelli di Conoscenza a Confronto
Per capire cosa rende Wikipedia così speciale (e vulnerabile), vale la pena confrontare tre architetture:
Encarta: Authority Centralizzata
Modello: Microsoft assume esperti, redattori professionisti, peer reviewer. Processo editoriale classico [18,19].
Vantaggi: Qualità garantita, affidabilità certificata, coerenza stilistica.
Limiti: Costoso, lento, limitato in ampiezza. Chiusa nel 2009, schiacciata da Wikipedia [18,19].
Metafora architettonica: Cattedrale medievale – maestosa ma ci vogliono secoli per costruirla.
Nupedia: Esperti Distribuiti, Processo Bizantino
Modello: Professori universitari contribuiscono volontariamente, ma seguendo un iter di approvazione articolato su 8 passaggi [1,2].
Vantaggi: Mantiene rigore accademico pur distribuendo il lavoro.
Limiti: Complessità paralizzante. Circa 25 articoli in un anno [5].
Metafora architettonica: Burocrazia kafkiana – tutti vogliono aiutare ma le procedure li soffocano.
Wikipedia: Apertura Totale, Moderazione Emergente
Modello: Chiunque edita, la community corregge in tempo reale, i principi fondamentali guidano le dispute [9].
Vantaggi: Velocità esplosiva, copertura enciclopedica, aggiornamento continuo, costo marginale zero.
Limiti: Qualità variabile, vulnerabile a bias sistemici, dipendente da volontari appassionati.
Metafora architettonica: Bazaar caotico (secondo Raymond) o città autogestita – rumorosa ma vitale, disordinata ma resiliente.
La lezione non è che Wikipedia sia “migliore” in assoluto. È che per certi obiettivi (copertura universale, accessibilità, aggiornamento rapido), un’architettura distribuita con moderazione emergente scala meglio di qualsiasi alternativa centralizzata o semi-centralizzata.
Ma questa architettura ha un prerequisito nascosto: una massa critica di contributori motivati. E quella massa critica è esattamente ciò che rischia di erodersi nell’era LLM.
Il Dilemma del Giardiniere Invisibile
Wikipedia oggi è come un giardino pubblico magnifico che tutti attraversano per raggiungere la fermata dell’autobus (l’LLM), ma nessuno si ferma più a guardare i fiori. I giardinieri volontari continuano a potare, innaffiare, piantare – ma si chiedono: se nessuno vede il giardino, perché dovremmo continuare a curarlo?
Non è una questione solo di soldi (anche se le donazioni sono vitali). È una questione di riconoscimento sociale e senso di appartenenza. I contributori di Wikipedia non sono pagati, ma ricevono gratificazione dal sapere che milioni di persone beneficiano del loro lavoro. Se quel feedback scompare – se l’utente medio non sa più che la risposta di ChatGPT viene da Wikipedia – si spezza il circolo virtuoso.
Alcuni scenari possibili:
1. Simbiosi Forzata
Gli LLM integrano esplicitamente Wikipedia, citando le fonti e devolvendo parte dei profitti alla Wikimedia Foundation. OpenAI, Google, Anthropic firmano accordi per sostenere l’infrastruttura da cui dipendono. È lo scenario ideale ma richiede volontà politica e riconoscimento del debito.
2. Wikipedia come Servizio Premium per LLM
La Foundation crea un’API a pagamento per aziende AI, mantenendo il sito pubblico gratuito. Monetizza l’accesso strutturato ai dati senza tradire la missione non profit [20]. Wikimedia Enterprise ha già generato 3,4 milioni di dollari nel 2024 [20], ma è ancora una frazione minima del bilancio totale.
3. Fork Commerciale
Se Wikipedia decade per mancanza di contributori, qualcuno (una big tech?) ne crea un fork commerciale, assumendo editor professionisti. La conoscenza libera diventa proprietaria. Scenario distopico ma non impossibile.
4. Evoluzione in Meta-Fonte
Wikipedia si trasforma consapevolmente: non più destinazione finale ma fonte primaria certificata per LLM. Cambia modello di fundraising e identità, ma mantiene apertura e community. Richiede ripensamento radicale della mission.
5. Resilienza Inaspettata
I contributori continuano perché la motivazione intrinseca (piacere di condividere conoscenza, attaccamento alla community) supera la necessità di visibilità pubblica. Wikipedia prospera come progetto di nicchia fatto da appassionati per appassionati, mentre gli LLM la usano come infrastruttura silenziosa.
Non sappiamo quale scenario prevarrà. Ma è certo che Wikipedia – nata per democratizzare l’accesso alla conoscenza – si trova ora a dover difendere la propria sostenibilità da sistemi che hanno democratizzato anche troppo quell’accesso, rendendo l’enciclopedia stessa invisibile.
Tre Lezioni (Non Retoriche) sull’Architettura dei Commons
1. L’apertura radicale funziona, ma solo con trasparenza radicale
Wikipedia ha dimostrato che puoi lasciare chiunque editare e ottenere comunque qualità – se ogni modifica è tracciabile e reversibile istantaneamente [9,12]. Il trucco non è eliminare i vandalismi (impossibile), ma renderli così facili da individuare e correggere che il loro costo diventa trascurabile.
Implicazione: I sistemi aperti necessitano di meccanismi di accountability robusti, non di barriere all’ingresso alte.
2. L’infrastruttura digitale invisibile è la più fragile
Più un servizio diventa “ovvio” e “dato per scontato”, meno le persone si rendono conto di quanto lavoro serva per mantenerlo. Wikipedia è vittima del suo successo: funziona così bene che sembra richiedere zero manutenzione.
Implicazione: La sostenibilità dei commons richiede visibilità. Se l’infrastruttura scompare dietro layer di astrazione (LLM, aggregatori, API), i meccanismi di contribuzione volontaria si spezzano.
3. Chi cattura il valore economico dovrebbe finanziare chi crea il valore primario
Gli LLM non esisterebbero senza Wikipedia (e migliaia di altre fonti aperte). Ma la catena del valore è asimmetrica: OpenAI vale decine di miliardi, Wikimedia Foundation raccoglie circa 185 milioni annui [16,17].
Implicazione: Serve un ripensamento delle relazioni economiche tra piattaforme estrattive e commons contributivi. Non per ideologia, ma per sopravvivenza dell’ecosistema.
Una Domanda Aperta (Che Non È Retorica)
Se domani Wikipedia chiudesse – ipotesi remota ma istruttiva – cosa succederebbe?
Gli LLM perderebbero una fonte primaria, ma ne hanno altre (libri, paper, siti web). Continuerebbero a funzionare, magari con qualità leggermente inferiore su certi domini. L’utente medio probabilmente non noterebbe la differenza.
Ma la conoscenza umana perderebbe l’unico esperimento riuscito di enciclopedia universale, neutrale, multilingue, continuamente aggiornata, accessibile a tutti senza costi né pubblicità. Perderemmo non solo un database, ma un modello di governance che ha dimostrato come la collaborazione su larga scala possa funzionare senza coercizione né incentivi monetari.
È questo il valore che rischiamo di perdere: non l’informazione (quella si troverà sempre altrove), ma l’architettura che ha reso possibile crearla e mantenerla in modo distribuito.
Il paradosso finale: Wikipedia è troppo importante per morire, ma abbastanza invisibile da non ricevere il supporto che meriterebbe. È infrastruttura critica che diamo per scontata, come l’elettricità o l’acqua potabile – finché non manca.
E quando manca, è troppo tardi per accorgersi di quanto fosse essenziale.
Nota personale: Ho contribuito a Wikipedia? Sì, sporadicamente – correzioni minori, qualche traduzione. Ho mai donato? Una volta, anni fa. Faccio parte del problema che descrivo. Ma almeno ora so che è un problema. E quella consapevolezza – che i commons digitali non sono eterni, che richiedono cura costante, che l’invisibilità è una minaccia esistenziale – è forse il primo passo per proteggerli.
L’Enciclopedia Libera non è mai stata scritta. Ma l’intuizione era giusta: la conoscenza non ha padroni, appartiene a chi la condivide. Quella lezione, imparata a dieci anni, vale ancora oggi.
Riferimenti
[1] Sanger, L. (2005). “The Early History of Nupedia and Wikipedia: A Memoir”, Slashdot
https://features.slashdot.org/story/05/04/18/164213/the-early-history-of-nupedia-and-wikipedia-a-memoir
→ Fonte primaria: memoir del co-fondatore Larry Sanger che documenta in dettaglio la nascita di Nupedia e Wikipedia, processo editoriale, finanziamento tramite Bomis
[2] Wikiversity (n.d.). “Wikipedia and Nupedia”
https://en.wikiversity.org/wiki/Wikipedia_and_Nupedia
→ Documentazione accademica sul processo di sviluppo di Nupedia con dettagli sul modello di revisione a 7-8 step, ruolo di Bomis nel finanziamento
[3] FinancesOnline (2025). “44 Essential Wikipedia Statistics for 2024”
https://financesonline.com/wikipedia-statistics/
→ Sintesi statistica su origini Nupedia/Wikipedia, dati su lentezza processo revisione Nupedia
[4] History Channel (2025). “Wikipedia launches | January 15, 2001”
https://www.history.com/this-day-in-history/wikipedia-launches
→ Documentazione ufficiale della data di lancio (15 gennaio 2001), dati su 2 articoli Nupedia in 6 mesi, 20.000 articoli Wikipedia primo anno
[5] Sanger, L. (2005). “The Early History of Nupedia and Wikipedia, Part II”, Slashdot
https://slashdot.org/story/05/04/19/1746205/the-early-history-of-nupedia-and-wikipedia-part-ii
→ Continuazione del memoir di Sanger con dettagli su 25 articoli approvati Nupedia fine 2001, oltre 150 bozze in lavorazione
[6] Wikipedia (2025). “History of Wikipedia”
https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia_History
→ Documentazione completa della storia di Wikipedia incluso il ruolo di WikiWikiWeb come ispirazione, conflitto Wales-Sanger, crescita iniziale
[7] World of History (2024). “History of Wikipedia”
https://worldofhistorycheatsheet.com/history-of-wikipedia/
→ Analisi storiografica su origini Wikipedia, confronto con Nupedia, principi fondativi NPOV e verificabilità, critica di Sanger post-2002
[8] LeftRonic (2023). “21+ Wikipedia Statistics to Keep You Updated in 2023”
https://leftronic.com/blog/wikipedia-statistics/
→ Statistiche comparate: Nupedia 21 articoli primo mese vs Wikipedia 200 articoli stesso periodo, crescita esponenziale
[9] Wikipedia (2025). “Vandalism on Wikipedia”
https://en.wikipedia.org/wiki/Vandalism_on_Wikipedia
→ Documentazione ufficiale su principi Wikipedia, meccanismi anti-vandalismo, ruolo amministratori, processo moderazione community
[10] Wikipedia Signpost (2009). “How long does vandalism survive on Wikipedia?”
https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikipedia_Signpost/2009-06-22/Vandalism
→ Studio empirico su 100 articoli random: tempo mediano correzione vandalismo 4 minuti (giugno 2009), miglioramento da 5-6 minuti anni precedenti
[11] Wikipedia (2025). “Wikipedia talk:Vandalism statistics”
https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia_talk:Vandalism_statistics
→ Riferimenti a studio IBM 2003: tempo mediano 2.8 minuti per mass deletion vandalism, 5.2 minuti per vandalismi recenti
[12] Wikipedia (2025). “Wikipedia:Counter-Vandalism Unit/Vandalism studies/Study1”
https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Counter-Vandalism_Unit/Vandalism_studies/Study1
→ Studio sistematico 2007 su 100 articoli: tempo mediano 14 minuti, 97% vandalismi da utenti anonimi, 75% correzioni da utenti registrati
[13] Wikipedia (2025). “Wikipedia:Size comparisons”
https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Size_comparisons
→ Confronto dimensioni: Wikipedia totale 55+ milioni articoli in 309 lingue, 29 miliardi parole totali
[14] Statista (2024). “Wikipedia.org articles by language 2024”
https://www.statista.com/statistics/1427961/wikipedia-org-articles-language/
→ Dati ufficiali Wikimedia dicembre 2024: Wikipedia inglese 6.91 milioni articoli, oltre 300 edizioni linguistiche attive
[15] StatsUp (2025). “Latest Wikipedia Statistics in 2025”
https://analyzify.com/statsup/wikipedia
→ Statistiche traffico dicembre 2024: 11 miliardi page views mensili (calo 1.38% da novembre), 3 miliardi USA, 844 milioni UK
[16] Statista (2024). “Wikimedia Foundation annual revenue 2024”
https://www.statista.com/statistics/1311370/wikimedia-foundation-annual-funding/
→ Dati finanziari ufficiali FY 2023-2024: revenue totale $185.38M, donazioni $168.21M, 8 milioni donatori
[17] Wikimedia Foundation (2024). “2023-2024 Annual Report”
https://wikimediafoundation.org/annualreports/2023-2024-annual-report/
→ Report annuale ufficiale: $185.4M revenue totale, $174.7M donazioni, Wikimedia Endowment $144M, Enterprise $3.4M
[18] Wikipedia (2025). “Encarta” (versione italiana)
https://it.wikipedia.org/wiki/Encarta
→ Documentazione chiusura Encarta: annuncio marzo 2009, cessazione vendite giugno 2009, chiusura sito 31 ottobre 2009
[19] Britannica (2011). “Encarta | Definition, History, & Facts”
https://www.britannica.com/topic/Encarta
→ Fonte autorevole su storia Encarta (1993-2009), modello editoriale centralizzato, 60.000+ articoli versione finale
[20] Wikimedia Foundation (2024). “Highlights from FY 2023-2024 Audit Reports”
https://diff.wikimedia.org/2024/11/07/highlights-from-the-fiscal-year-2023-2024-wikimedia-foundation-and-wikimedia-endowment-audit-reports/
→ Audit ufficiale: Wikimedia Enterprise revenue $3.4M, cost sharing agreement Endowment $2.1M, diversificazione revenue streams

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