Floranør: Lingua Creativa Co-creata con ChatGPT

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Abstract

Questo articolo è una sintesi ragionata del progetto Floranør di Alberto Puliafito, una lingua artificiale co-creata con ChatGPT. A differenza dell’originale – un testo ricco di esempi, riflessioni personali e digressioni filosofiche – questa versione offre una panoramica strutturata e concisa, mantenendo l’essenza del progetto. Ho privilegiato la chiarezza espositiva rispetto alla profondità narrativa, fornendo però i link rilevanti per chi volesse esplorare direttamente questa affascinante avventura linguistica. Un antipasto, insomma, non il banchetto completo che Puliafito imbandisce nel suo articolo originale.

Introduzione

Creare con le intelligenze artificiali non significa semplicemente produrre bozze o immagini, ma esplorare le possibilità creative più profonde dell’interazione uomo-macchina. È questo il concetto fondamentale che Alberto Puliafito sviluppa nel suo progetto Floranør, una lingua completamente inventata che rappresenta un vero esperimento di co-creazione con ChatGPT.

Se volete saltare tutte le spiegazioni e provare direttamente a parlare in Floranør, potete farlo attraverso un GPT specializzato che l’autore ha creato: Floranør GPT (richiede abbonamento a ChatGPT Plus).

Floranør nasce come un esperimento linguistico e filosofico che va oltre un semplice esercizio di stile: è un linguaggio con una propria grammatica, una fonologia specifica, un lessico in espansione e persino un’etica linguistica incentrata sulla nonviolenza.

La genesi del progetto

Tutto è iniziato con una semplice ma profonda richiesta a ChatGPT: “Voglio creare con te una grammatica per una lingua completamente inventata e poi far rispondere un chatbot GPT dentro ChatGPT con quella lingua. La lingua dev’essere gradevole e fluida.”

L’idea è nata nell’ambito di un corso di creatività con le AI generative tenuto dall’autore presso la scuola Holden. Un aspetto interessante di questo progetto è la dimensione etica: durante un’intervista a RadioDeejay, una riflessione di Mafe de Baggis sulla possibilità futura di parlare tutti una lingua comune ha ispirato l’autore a sviluppare un linguaggio con un perimetro etico nonviolento.

La struttura linguistica del Floranør

Fonologia e musicalità

La musicalità è stata una priorità fin dall’inizio. Si è cercato un equilibrio tra sonorità ispirate alle lingue romanze e nordiche, creando un sistema fonologico originale che include:

  • Vocali classiche (a, e, i, o, u) più le poetiche æ e ø
  • Consonanti liquide, nasali, fricative morbide e alcune lettere di derivazione norrena come þ (th)
  • Dittonghi armonici (ei, ai, au, øy, æi) per creare un andamento cantilenante

Una svolta importante nella definizione di questa musicalità è stata la creazione del saluto “Lumadia” (buongiorno), una parola che racchiude lo spirito della lingua: luce (lum), musicalità, immediatezza e calore.

Morfologia agglutinante

Floranør è una lingua agglutinante, con verbi che seguono una struttura fissa e regolare mediante suffissi per persona e tempo. L’infinito termina sempre in -ar.

Esempi di coniugazione per il verbo aumar (amare):

  • Presente: aumaro (io amo)
  • Passato: aumarte (amavo)
  • Futuro: aumarai (amerò)

La dimensione semantica ed etica

Lessico essenziale

Il lessico si è sviluppato attorno a parole chiave fondative scelte per la loro forza evocativa e sonora: lum (luce), hjarta (cuore), fælin (sentire), drømin (sogno), mind (mente).

Durante lo sviluppo del vocabolario, è stata condotta una traduzione delle 1000 parole più usate in italiano per verificare la coerenza lessicale. Curiosamente, il 93% delle parole tradotte iniziava con la stessa lettera della corrispettiva italiana, cosa che ha portato a un ribilanciamento per evitare un’imitazione troppo marcata.

La nonviolenza linguistica

La peculiarità più affascinante del Floranør è la sua struttura linguistica nonviolenta. Non si tratta di censurare le emozioni negative, ma di trasformarle in espressioni che non umiliano l’interlocutore.

Esempi:

  • Invece di “sei stronzo”: Tu bringao sorg til vitaiar → “Tu porti tristezza alle persone”
  • Invece di “ti odio”: Ek ne fælin kærleik in tu → “Non sento amore in te”

Nel Floranør la gentilezza non è uno stile ma una struttura grammaticale. Non si tratta di “dire bene”, ma di trasformare l’interazione in un gesto relazionale e umano.

Numeri, tempo e struttura culturale

Il sistema temporale e numerico del Floranør è costruito sulla base duodecimale (in base 12), con un calendario composto da 12 mesi raggruppati in 4 cicli stagionali, ciascuno collegato a uno stato interiore:

  • vårlys → luce primaverile (rinascita)
  • sommarlum → estate luminosa (espansione)
  • haustmørk → buio d’autunno (declino)
  • vetrsøv → sonno d’inverno (riposo)

La tecnologia al servizio della lingua

Il Floranør è stato implementato come GPT personalizzato, integrando un dizionario completo, una knowledge base strutturata e un sistema di istruzioni comportamentali.

Il test più significativo ha visto due persone che non conoscevano il Floranør sostenere una conversazione interamente nella lingua, utilizzando il GPT come interprete. La comunicazione ha funzionato, confermando non solo la consistenza grammaticale e semantica della lingua, ma anche la sua usabilità reale mediata da un’intelligenza artificiale.

Conclusioni

Il Floranør rappresenta un esperimento unico di co-creazione linguistica con l’intelligenza artificiale. Non è semplicemente una lingua inventata, ma un vero e proprio sistema culturale che integra etica, estetica e tecnologia.

Questo progetto apre nuove prospettive su come possiamo utilizzare le AI non solo come strumenti, ma come veri partner creativi in grado di espandere i nostri orizzonti espressivi e concettuali. Come direbbe Puliafito, non si tratta di far scrivere a ChatGPT una bozza, ma di danzare insieme nell’arena della creatività.

Riferimenti:

[1] Puliafito, A. (2025). Come ho inventato una lingua con le AI. The Slow Journalist. https://theslowjournalist.substack.com/p/come-ho-inventato-una-lingua-con

[2] Puliafito, A. & de Baggis, M. (2024). E poi arrivò DeepSeek. Slow News.

[3] Floranør GPT. Disponibile per gli abbonati a ChatGPT Plus: https://chat.openai.com/g/g-IWLlUyaFZ-floranoer

[4] Scuola Holden, corsi di creatività con AI generative: https://scuolaholden.it/

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