Sfida AI: Viaggiatori del tempo e buchi neri al bar 🍹⏰

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Ho messo alla prova due modelli di intelligenza artificiale chiedendo loro di recensire locali impossibili. Il risultato? Un viaggio nell’immaginazione che rivela molto sulla personalità di questi sistemi linguistici.


Il duello creativo: COGITO 14b vs GEMMA 3 12b

CaratteristicaCOGITO 14bGEMMA 3 12b
StileSpontaneo, ironico, un po’ grezzoRaffinato, evocativo, cinematografico
Idee brillantiBar temporale con “bicchiere dell’eternità”Bar orbitante con “dilatazione temporale”
ErroriFrequenti refusi e incongruenzeQuasi assenti
AtmosferaDivertente ma frammentariaImmersiva e inquietante
Perla narrativaL’incontro con sé stessi del 1985La coppia scomparsa vicino all’orizzonte degli eventi

Come è nato l’esperimento

Ho chiesto ai due modelli di scrivere recensioni fittizie di locali fantascientifici: prima un “bar del viaggio nel tempo”, poi un “bar galleggiante attorno a un buco nero”. Volevo vedere come gestivano l’elemento fantastico, la coerenza narrativa e lo stile recensione.

La personalità emerge dal testo

COGITO 14b è come quell’amico creativo ma disorganizzato: pieno di idee brillanti (“un cocktail verde che promette di riportarti indietro 5 minuti”), ma con una certa confusione nell’esecuzione. Scrive “potrestì cambià” invece di “potresti cambiare” e mescola frasi strutturate con appunti quasi casuali.

GEMMA 3 12b è invece lo scrittore controllato che sa costruire tensione: “Ho visto altri clienti uscire dal locale con i capelli grigi o addirittura zoppicando a causa di problemi articolari.” La sua narrativa è più matura, con un’elegante fusione di scienza (dilatazione temporale) e pathos (clienti che spariscono).

I dettagli che fanno la differenza

Nella seconda sfida (il bar sul buco nero), GEMMA ha creato un’esperienza quasi cinematografica. Tavoli con nomi scientifici come “Theta-7” e “Omega-9”, un disclaimer sulle responsabilità legali, persino un sistema di valutazione dei rischi.

COGITO invece ha avuto lampi di genio (“ogni tavolo etichettato con una data e un’età di uscita stimata”) ma la sua esecuzione sembra quella di un primo abbozzo, con frasi che a volte si interrompono e idee potenzialmente brillanti lasciate a metà.

Cosa ci insegna questo esperimento?

Gli AI non sono solo strumenti per riscrivere testi o cercare informazioni – sono anche narratori con “personalità” distinte. Alcuni brillano nell’inventiva pura, altri nell’esecuzione precisa.

È come scegliere tra uno scrittore bohémien che butta giù idee geniali su tovaglioli di carta e un romanziere metodico che costruisce mondi complessi pagina dopo pagina. Entrambi hanno il loro fascino, ma servono scopi diversi.

E voi quale preferireste per scrivere la recensione del prossimo bar interdimensionale che visiterete?

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