La Ruota di Lettura di Ramelli: inno al Over Engineering

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Un Gioiello del Rinascimento

Parte 1: Il Google del XVI Secolo

Immaginate di trovarvi in una biblioteca del Rinascimento. L’aria è densa di polvere e conoscenza, e voi siete lì, circondati da tomi imponenti, alla disperata ricerca di informazioni. Ora, pensate a quanto sarebbe più semplice se poteste consultare più libri contemporaneamente, come facciamo oggi con le schede del browser. Ebbene, nel XVI secolo, un genio italiano ebbe la stessa idea.

Entra in scena, Agostino Ramelli, l’uomo che ha inventato il Google rinascimentale prima che Google fosse anche solo un luccichio nell’occhio di Larry Page e Sergey Brin. La sua creazione? La ruota di lettura, un dispositivo che permetteva agli studiosi dell’epoca di consultare fino a otto libri contemporaneamente. Pensatela come un carosello letterario, una giostra del sapere che girava al comando del lettore.

Ma non lasciatevi ingannare dalla sua apparente semplicità. Questa ruota non era un semplice giocattolo per bibliofili. Oh no, era un’opera d’arte meccanica, un trionfo dell’ingegneria rinascimentale che avrebbe fatto girare la testa persino a Leonardo da Vinci.

Il segreto? Un complesso sistema di ingranaggi epiciclici. Sì, avete letto bene. Lo stesso meccanismo che oggi fa funzionare i cambi automatici delle nostre auto, nel XVI secolo faceva girare i libri. Questi ingranaggi, disposti come un mini sistema solare meccanico, permettevano alle mensole di rimanere perfettamente orizzontali mentre la ruota girava. Niente libri che cadevano, niente pagine che si chiudevano improvvisamente. Era come avere un maggiordomo invisibile che teneva i vostri libri sempre pronti e aperti alla pagina giusta.

Ma aspettate un attimo. Non vi sembra un po’… eccessivo? Non bastava un semplice sistema di contrappesi per mantenere i libri in posizione? Beh, sì. Ma dove sarebbe stato il divertimento? Ramelli non voleva solo creare uno strumento utile. Voleva stupire, meravigliare, mostrare al mondo cosa poteva fare l’ingegno umano quando spinto al limite.

La ruota di lettura di Ramelli non era solo un dispositivo per la consultazione di libri. Era una dichiarazione, un’opera d’arte, un monumento all’ingegno umano. Era il modo di Ramelli di dire: “Guardate cosa possiamo fare quando osiamo sognare in grande”.

Parte 2: Dal Disegno alla Realtà

Ora, immaginate la delusione di Ramelli. Ha creato questo progetto straordinario, lo ha descritto in dettaglio nel suo libro “Le diverse et artificiose machine” del 1588, e poi… niente. La sua meravigliosa ruota di lettura rimase confinata nelle pagine del suo libro, un sogno meccanico mai realizzato durante la sua vita.

Ma la storia non finisce qui. Saltate in avanti di qualche secolo, fino ai giorni nostri. Un gruppo di studenti dell’Istituto di Tecnologia di Rochester (RIT) decide di fare ciò che nessuno aveva osato fare prima: costruire la ruota di lettura di Ramelli.

Pensateci un attimo. Questi studenti stavano per dare vita a un sogno vecchio di 500 anni. È come se stessero costruendo una macchina del tempo, ma invece di viaggiare nel passato, stavano portando il passato nel presente.

Non è stato un compito facile. Hanno dovuto decifrare i disegni di Ramelli, tradurre le sue descrizioni dall’italiano del XVI secolo, e poi trovare un modo per costruire questa macchina usando sia materiali storicamente accurati che moderne tecnologie. Hanno usato legno di faggio e quercia bianca, proprio come avrebbe fatto Ramelli, ma hanno anche aggiunto fogli di acrilico per proteggere gli ingranaggi. È come se avessero creato un ponte tra il Rinascimento e l’era digitale.

E quando finalmente l’hanno messa in funzione? Magia pura. Vedere questa ruota girare, con i libri che rimangono perfettamente in posizione, è come assistere a un balletto meccanico. È un promemoria tangibile di quanto fosse avanzato il pensiero ingegneristico nel Rinascimento.

Ma c’è di più in questa storia. La ruota di lettura di Ramelli ci offre una lezione preziosa sull’ingegneria e l’innovazione. Sì, Ramelli avrebbe potuto creare un dispositivo più semplice. Avrebbe potuto accontentarsi di un sistema di contrappesi. Ma non lo ha fatto. Ha scelto la via più difficile, più complessa, più ambiziosa.

E sapete una cosa? È proprio questa “sovra-ingegnerizzazione” che rende la sua invenzione così affascinante. È un promemoria che a volte, nella ricerca dell’innovazione, vale la pena di spingersi oltre il necessario. Che a volte, la soluzione più elegante non è la più semplice, ma quella che ci sfida di più.

In un’epoca in cui siamo costantemente alla ricerca dell’efficienza e della semplicità, la ruota di lettura di Ramelli ci ricorda che c’è valore anche nella complessità. Che l’ingegneria non è solo problem-solving, ma anche un’arte, un modo per esprimere la creatività umana attraverso la meccanica.

Quindi, la prossima volta che aprite diverse schede sul vostro browser per consultare più fonti contemporaneamente, ricordatevi di Agostino Ramelli. Pensate alla sua ruota di lettura, a quel meraviglioso, complesso, forse eccessivo dispositivo che ha immaginato più di 500 anni fa. E magari, solo magari, sentitevi un po’ rinascimentali anche voi.

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