2o capitolo usando Geppino e Sonny (e Dall E) da:
Memoirs of the year two thousand five hundred
by Mercier, Louis-Sébastien, 1740-1814; Hooper, William, fl. 1770
Capitolo II: L’uomo di lettere
Uscendo dalla biblioteca, uno straniero mi si avvicinò e iniziammo a conversare. Parlavamo degli uomini di lettere. Dissi:
“Ne ho conosciuti pochi nella mia vita, ma quelli che ho incontrato erano gentili, modesti, amichevoli e pieni di probità. Se avevano difetti, li riscattavano con così tante qualità preziose che solo un uomo incapace di amicizia poteva non affezionarsi a loro. L’invidia, l’ignoranza e la calunnia hanno sfigurato il carattere degli autori; ogni uomo pubblico è esposto al discorso brutale del volgo che, per quanto ignorante possa essere, si pronuncia con audacia. I grandi, per lo più privi di talenti quanto di virtù, sono gelosi del fatto che gli autori attraggano l’attenzione della nazione e fingono di disprezzarli. Gli scrittori devono anche spesso combattere contro il gusto discutibile del pubblico che, quanto più si arricchisce delle loro opere, tanto più diventa avaro di applausi, e talvolta, abbandonando opere di genio, corre a bocca aperta dietro a qualche misera buffonata. In una parola, hanno bisogno della più grande forza d’animo per sostenersi in una carriera dove l’orgoglio dell’umanità offre loro mille indignità. Tuttavia, hanno sfidato sia l’insolenza e il disprezzo dei grandi, sia gli attacchi ignoranti del volgo. Una giusta fama, sconfiggendo i loro nemici, ha coronato di successo i loro nobili sforzi.”
Il mio interlocutore rispose cortesemente:
“Riconosco che questo ritratto è giusto. Gli uomini di lettere sono diventati i cittadini più rispettabili. Ognuno sente quanto sia desiderabile sciogliersi nella tenerezza; è il piacere più vivo che la mente possa godere. È a loro, quindi, che lo stato ha affidato il compito di sviluppare questo principio di virtù. Esibendo quadri maestosi, terribili e teneri, e migliorando la sensibilità dell’umanità, essi la dispongono a tutte quelle grandi qualità che ne derivano. Troviamo,” continuò, “che gli scrittori della vostra epoca, per quanto riguarda la moralità e le grandi e utili imprese, hanno di gran lunga superato quelli dell’epoca di Luigi XIV. Hanno dipinto liberamente i difetti dei re, le sventure del popolo, i danni delle passioni, gli sforzi della virtù e persino i successi del vizio; fedeli alla loro vocazione, hanno inciso queste immagini su una terribile lastra di bronzo con cui l’infamia è eternamente registrata. La storia nelle loro mani è lo scoglio della falsa gloria, la sentenza passata sui criminali illustri, il crogiolo da cui evapora l’eroe, se non è stato un uomo.”
Continuò, con fervore:
“Tutti i flussi di luce che sono scaturiti da queste anime vigorose e intrepide sono preservati e trasmessi di età in età come un seme che per lungo tempo viene calpestato, ma improvvisamente trasportato da un vento favorevole in qualche luogo di riparo, germoglia, cresce, diventa un albero, i cui rami diffusi presentano sia ornamento che rifugio.
Se, meglio informati sulla natura della vera grandezza, disprezziamo la pompa e l’ostentazione del potere; se volgiamo gli occhi verso quegli oggetti che sono degni della ricerca degli uomini; troveremo che è alle lettere che lo dobbiamo. I nostri scrittori hanno ancora superato i vostri in coraggio; se un principe devia dalle leggi, essi ravvivano il rinomato tribunale dei Cinesi; incidono il suo nome su una terribile lastra di bronzo con cui la sua infamia è eternamente registrata. La storia nelle loro mani è lo scoglio della falsa gloria, la sentenza passata sui criminili illustri, il crogiolo da cui evapora l’eroe, se non è stato un uomo.
Come dovrebbero essere confusi i principi della terra, che si lamentano che tutti coloro che li avvicinano sono affetti da costrizione e dissimulazione! Non hanno sempre con loro quegli oratori muti, ma indipendenti e intrepidi, che, senza offesa, li istruiscono; e che, dai loro troni, non hanno né favori da aspettarsi né disgrazie da temere? Dobbiamo rendere questa giustizia a quei nobili scrittori, riconoscere che non c’è razza di uomini che abbia meglio adempiuto alla propria destinazione. Alcuni hanno abbattuto la superstizione, altri hanno sostenuto i diritti del popolo. Questi hanno scavato la fruttuosa miniera della moralità, quelli hanno mostrato la virtù sotto la figura di una sensibilità indulgente. Abbiamo dimenticato le debolezze che potrebbero avere avuto come persone private; vediamo solo quella massa di luce che hanno formato e ingrandito, quel sole morale, che non può mai estinguersi se non con il grande luminare dell’universo.”
Pieno di entusiasmo, aggiunse:
“Come sarei felice di godere della presenza di quei grandi uomini! Perché ho sempre avuto una forte attrazione verso gli scrittori di vero merito; amo vederli, ma ancor più ascoltare i loro discorsi.”
Disse infine, con un sorriso:
“Capita proprio bene; oggi aprono l’accademia, per ricevere un uomo di lettere.” — Al posto, senza dubbio, di uno deceduto. — “Che dici? Deve il merito aspettare che la morte abbia distrutto il suo simile, perché possa prenderne il posto? No; il numero dei nostri accademici non è fisso; ogni talento riceve la corona della sua ricompensa; ce ne sono abbastanza per ricompensarli tutti.”
Commentario e Critica
Idee e Temi Chiave
La Virtù degli Uomini di Lettere
Il capitolo celebra gli uomini di lettere come gentili, modesti e pieni di probità, sostenendo che le loro virtù riscattano qualunque difetto possano avere. Il testo contrasta le qualità intellettuali e morali degli scrittori con l’ignoranza e l’invidia delle masse e il disprezzo dei potenti.
Lotte Contro l’Opinione Pubblica
Mercier ritrae il pubblico come spesso ingrato o cieco al vero genio, facilmente influenzato da intrattenimenti triviali. Gli uomini di lettere devono quindi sopportare notevoli difficoltà e indignità, ma la loro perseveranza porta a un riconoscimento ben meritato.
Intellettuali come Guardiani della Virtù
Il testo suggerisce che gli scrittori, attraverso il loro lavoro, plasmano e affinano la sensibilità e la moralità pubblica. Espongono i difetti dei governanti, le sofferenze del popolo e le complessità delle passioni umane. La storia, come scritta da questi intellettuali, serve come giudizio duraturo sia sulla virtù che sul vizio.
Eredità Immortale
L’eredità degli uomini di lettere è paragonata a un seme che, nonostante venga calpestato, alla fine trova un luogo dove crescere e fiorire. I loro contributi sono preservati attraverso le generazioni, servendo sia come ornamento che come rifugio per la società.
Giustizia nel Riconoscimento
Mercier critica l’idea che il merito debba attendere la morte di altri per essere riconosciuto. Invece, sostiene un sistema in cui ogni talento viene ricompensato prontamente, e il riconoscimento non è limitato da strutture rigide.
Il Ruolo degli Scrittori nella Società
Gli scrittori sono visti come voci indipendenti di verità, senza paura di sfidare il potere e la tradizione. Il loro ruolo è istruire e guidare la società, inclusi i suoi leader, senza cercare guadagni personali o temere ritorsioni.
Rilevanza per il XXI Secolo
Molte delle idee presentate da Mercier in questo capitolo continuano a risuonare oggi:
Il Ruolo degli Intellettuali
In un’era di social media e informazioni istantanee, il ruolo di scrittori e pensatori riflessivi e di principio rimane cruciale. Servono come contrappeso alla disinformazione, all’intrattenimento superficiale e alla natura spesso effimera dell’opinione pubblica.
Lotte per il Riconoscimento
La sfida di far riconoscere il vero merito in mezzo a un diluvio di rumore è rilevante ora come lo era ai tempi di Mercier. Nel mondo di oggi, dove le piattaforme digitali amplificano sia voci triviali che importanti, la lotta per far apprezzare il lavoro significativo persiste.
Eredità e Impatto
L’idea di Mercier che i contributi degli intellettuali abbiano un impatto duraturo si riflette nel modo in cui ancora oggi apprezziamo le opere dei grandi pensatori e scrittori del passato. Le loro idee continuano a plasmare il discorso e il pensiero moderno.
Giustizia e Meritocrazia
L’appello per un sistema che riconosca e premi il talento senza inutili ritardi parla ai dibattiti contemporanei sulla meritocrazia, l’equità e come la società valuta diverse forme di contributo.
Il Potere della Scrittura
La fede nel potere della parola scritta di influenzare, educare e cambiare la società rimane forte. In un’epoca in cui la comunicazione scritta è più diffusa che mai, la fiducia di Mercier nel potere trasformativo della letteratura e del discorso intellettuale è convalidata.
Nel complesso, le riflessioni di Mercier sulle virtù, le lotte e l’eredità degli uomini di lettere offrono intuizioni senza tempo sul ruolo degli intellettuali nella società, le sfide che affrontano e il valore duraturo dei loro contributi. Il testo serve sia come celebrazione del successo intellettuale sia come promemoria dell’importanza continua di voci riflessive e di principio nel plasmare il panorama morale e intellettuale di qualsiasi epoca.

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