Tratto dal video al minuto 10:35 https://www.facebook.com/goodmorninggenova/videos/2596671683802016
Se non vado errato stiamo parlando dell’ultimo decennio del 1800 o inizio 1900.
segue la trascrizione OCR di Gpt4o (Geppino, da non confondere con miniGeppino, la versione free, che pero’ mi pare che non abbia OCR)
CRONACHE D’ATTUALITÀ
L’opera deleteria del cinematografo sulla morale delle folle
e il mondo cinematografico “intimo”
LA NOSTRA INCHIESTA
Non è nostro compito, e noi disconosciamo qualsiasi autorità per poterlo fare, cercare di porre uno studio serio e profondo sul danno che il cinematografo arreca ai fanciulli, agli adulti ed agli stessi uomini maturi. Noi non siamo ne teologi, né moralisti e non pretendiamo con i nostri modesti appunti di suscitare le gravi indagini che invece dovrebbe suscitare in tutti coloro che sono preposti alla tutela dei fanciulli e delle famiglie e alla difesa del paese da gravi pericoli.
Parleremo del cinematografo e dei danni che esso arreca alla salute, alla morale e al buon costume, come parleremo del pericolo che si nasconde dietro ad ogni angolo di via per colpire l’incauto passante. Noi non ci illudiamo di poter ottenere risultati pratici, di poter convincere coloro che, per comodità o per affari, non vogliono essere convinti; né abbiamo la pretesa di erigere un tribunale dal quale lanciare anatemi. Ma desideriamo semplicemente che tutti, autorità, famiglie e singoli individui, abbiano la percezione di un pericolo che si annida nell’ombra e di cui nessuno, o quasi, si avvede.
Perché parlare del cinematografo, e delle sue cattive influenze, e di quanto sia deleterio per la nostra gioventù e per le nostre famiglie?
IL CINEMATOGRAFO, PAESE DELLA CUCCAGNA DEGLI SPOSTATI.
Parlare male del cinematografo e dire che esso corrompe la gioventù è da bigotti e da clericali.
Ecco l’accusa più frequente che viene lanciata contro coloro che osano fare qualche osservazione in proposito. La verità è che chi parla in questo modo non ha ben chiaro il problema e non conosce veramente i danni che il cinematografo arreca alle giovani menti, già troppo predisposte ad accogliere tutto ciò che è strano, nuovo, sensazionale. Il cinematografo, con la sua forza visiva, imprime in modo indelebile nella mente dei giovani, scene, fatti e personaggi che sono spesso diseducativi e contrari a ogni principio di morale e di buon costume.
Il cinematografo turbatore
Il pensiero della giovinetta, che assiste alla proiezione di un film equivoco o immorale, rimane turbato e sconvolto per sempre. La sua innocenza è perduta, il suo candore è stato offuscato da quelle immagini che la impressionano vivamente e che ritornano alla sua mente con una frequenza dolorosa e pericolosa. Anche i giovani, i ragazzi, gli uomini maturi non sono immuni da queste influenze. Essi trovano nel cinematografo una scuola di vita cattiva, di pessimi esempi, di falsi ideali, di piaceri volgari.
Il cinematografo diseducativo
Se la famiglia è la prima scuola di vita, il cinematografo è la seconda scuola, ma una scuola che insegna spesso lezioni di immoralità, di violenza, di delitti. L’influenza del cinematografo si estende a tutte le classi sociali, a tutte le età, a tutti i ceti. È un pericolo che minaccia tutti, senza distinzione di età o di condizione sociale.
Per un più intelligente funzionamento della censura cinematografica
L’opera di questa benefica istituzione, la censura cinematografica, non basta purtroppo a frenare gli eccessi del cinematografo. Occorrerebbe un criterio più severo, una vigilanza più assidua, una intelligenza più pronta a comprendere e a giudicare i pericoli che si nascondono in certi film. La censura dovrebbe essere fatta da persone competenti, da uomini di grande esperienza e di acuto ingegno, capaci di penetrare fino in fondo nei significati reconditi di certe scene, di certe situazioni, di certe rappresentazioni. Non basta togliere qualche scena, qualche frase; bisogna invece esaminare l’insieme del film, il suo spirito, la sua tendenza, il suo fine. Solo così la censura cinematografica potrà essere veramente utile e benefica.
L’influenza del cinematografo sulla gioventù
La gioventù è la parte più delicata e più sensibile della società. Essa è facilmente impressionabile, pronta a lasciarsi trascinare dalle emozioni, dalle suggestioni, dalle novità. Il cinematografo, con le sue rappresentazioni vive, concrete, piene di movimento e di colore, esercita su di essa un fascino irresistibile. I giovani abbandonano volentieri lo studio, il lavoro, le sane occupazioni per correre al cinematografo, dove trovano uno svago facile e attraente. Ma, ahimè, quale svago! Invece di vedere cose belle, nobili, edificanti, essi assistono spesso a spettacoli indegni, corrotti, immorali. Imparano così a disprezzare la virtù, a deridere l’onestà, a considerare la vita come una continua ricerca di piaceri bassi e volgari.
Il cinematografo e il delitto
Non è raro il caso di giovani che, suggestionati dalle scene violente e criminose viste al cinematografo, si abbandonano a delitti veri e propri. La cronaca nera è piena di episodi di questo genere. Giovani che, dopo aver assistito alla proiezione di un film delittuoso, hanno imitato le gesta dei protagonisti, compiendo rapine, aggressioni, omicidi. Il cinematografo diventa così una scuola di delitto, un incentivo alla violenza, un pericolo pubblico.
Un appello alle autorità
È necessario, quindi, che le autorità prendano coscienza di questo grave problema e adottino misure efficaci per arginare il male. Occorre un controllo più severo sui film, una censura più intelligente, una vigilanza più rigorosa. Bisogna proteggere la gioventù, salvaguardare la morale pubblica, difendere la società dai pericoli che minacciano di travolgerla.
Il cinematografo come strumento di propaganda
Un altro aspetto da considerare è l’uso del cinematografo come strumento di propaganda. I regimi politici, le organizzazioni ideologiche, le aziende commerciali hanno ben compreso la potenza di questo mezzo e lo utilizzano per diffondere le loro idee, i loro principi, i loro prodotti. Il cinematografo diventa così un veicolo di persuasione, un’arma potente nelle mani di chi sa manovrarlo con abilità e astuzia. Ma, come tutte le armi, può essere usato per fini nobili o perversi, per costruire o per distruggere. Dipende dall’uso che se ne fa, dalla responsabilità di chi lo gestisce.
Per una riforma del cinematografo
È urgente, dunque, una riforma profonda del cinematografo. Occorre trasformarlo da strumento di corruzione a mezzo di elevazione morale, da scuola di vizio a palestra di virtù. Bisogna che le autorità, i produttori, i registi, gli esercenti comprendano la loro responsabilità e collaborino per una nobile causa. Occorre incentivare la produzione di film educativi, artistici, moralmente sani. Bisogna promuovere una cinematografia che sia veramente un’arte, un’arte che educhi, che elevi, che nobiliti.
Conclusione
In conclusione, il problema del cinematografo è complesso e delicato. Non basta condannarlo in blocco, né esaltarlo senza riserve. Bisogna esaminare attentamente i suoi aspetti positivi e negativi, le sue potenzialità e i suoi rischi. Solo con una visione equilibrata, con un’azione intelligente e responsabile, sarà possibile trasformare il cinematografo da pericolo pubblico a strumento di progresso e di civiltà.

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